Benvenuti sullo shop online Saicosatispalmi

Saicosatispalmi: il Blog

  • (E)combi(o)nabili Saicosatispalmi: 1 puntata

    prodotti saicosatispalmi ecobioSpalmin, oggi inizio a raccontarti la storia della linea cosmetica Saicosatispalmi:
    6 prodotti che sono comprati e ricomprati ormai da dodici anni, senza che io ne abbia mai fatta pubblicità.

    Quindi ecco, penso sia ora di rendere loro giustizia e cominciare a parlarne attivamente!

    Intanto inizio col dirti che tutti i commenti che trovi, lasciati nelle schede prodotto varie, sono reali e di persone che hanno acquistato con i loro soldini.

    Fino ad oggi non ho mai inviato prodotti gratuitamente a nessuna influencer, per cui le opinioni che trovi in giro sono assolutamente personali e scollegate da qualsiasi forma di, seppur minima, sponsorizzazione.

    Perché lo sottolineo? Perché ci sono davvero tanti commenti entusiastici, il che, per una piccola linea mai sponsorizzata, ha quasi dell'incredibile.

    Ma partiamo dall'inizio: correva l'anno 2006, avevo da poco aperto lo shop online, ma volevo qualcosa che mi rappresentasse e che rappresentasse la mia filosofia cosmetica.

    Studiavo la cosmesi ecobio da sei anni, e cercavo prodotti adatti a me. All'epoca si trovava davvero pochissimo. Ricordo di aver aperto lo shop con 4 brand! Riesci a immaginarti che differenza rispetto ad oggi?

    Insomma pian piano comincio a maturare delle convinzioni, e cioè:

    • alla pelle servono cose semplici
    • la pelle cambia ogni giorno, non abbiamo sempre le stesse esigenze, pur rimanendo la stessa persona
    • soprattutto se siamo donne in età fertile e dunque sottoposte alle normali fluttuazioni ormonali del mese
    • avere millecinquecento prodotti per ogni singola esigenza è il male

    In quel periodo avevo imparato anche tanto dalla dermatologa, prematuramente scomparsa, dott.ssa Riccarda Serri, fondatrice di Skineco e membro attivo della comunità online col nickname "Riky". Da lei arrivavano indicazioni e consigli su ingredienti attivi che la cosmesi ecobio allora esistente non considerava ancora.

    Mi arriva un'idea nella testa. Ma mi manca qualcuno per realizzarla.

    Continuo alla prossima puntata, per non postare chilometri di post! Ti aspetto!

     

  • Blogger/Influencer: come le vorrei...

    sondaggio bloggerCirca una settimana fa ho pubblicato un sondaggio sul mio canale Instagram. Tutto è nato da una grande discussione (che io non sapevo essere tale!) nata nel social, riguardante un invio di prodotti eccessivo, a detta di molti, a varie blogger, senza tenere conto del loro tipo di pelle. Si è quindi parlato di spreco, si sono sollevati dubbi su quanto veritiere potessero essere le recensioni, molti hanno osservato come il marketing ecobio stia diventando sempre più simile a quello tradizionale, nel suo lato peggiore.

    Ho quindi deciso di parlare in diretta Instagram toccando vari temi, che riguardano meccanismi in cui siamo tutti inseriti. Presto, se sei iscritta alla newsletter, ti manderò i link per guardarla - o ri-guardarla.

    Oggi invece vorrei fare un po' un'analisi dei risultati del sondaggio. Prima però una grande e importante premessa: i sondaggi sono una cosa seria e complessa. Lo so, perché ho studiato tecniche di ricerca sociale, con tutta una grande parte riguardante la costruzione di una ricerca che prevede anche sondaggi. Le domande devono essere strutturate in un certo modo, ci devono essere domande di richiamo che servono a verificare che la persona non se la stia (o ce la stia) raccontando, non bisogna essere induttivi, e fatto salvo tutto ciò, bisogna selezionare accuratamente un campione che sia rappresentativo.

    Ecco, tutto questo non si può fare con i sondaggi Instagram, quindi diciamo che quello che sto per scrivere riguarderà una "tendenza" generale di chi mi segue su Instagram - e non di tutto il mondo! Spero sia molto chiaro questo :) Ci sono state una media di 300 risposte, che non sono tantissime ma nemmeno pochissime, quindi diciamo che possiamo fare un minimo di bilancio.

    Veniamo alle domande - e alle risposte:

    1. Segui blogger/Influencer prevalentemente su:
      - Instagram
      - blog
      - youtube
      - non seguo nessuno

    La stragrande maggioranza delle votanti ha risposto Instagram. Ma questo ha molto senso ed è quasi scontato, considerando che Instagram è proprio la piattaforma su cui ho lanciato il sondaggio ;) Interessante però che il blog sia stato votato pochissimo, quindi mi chiedo: prevale una fruizione "fast" anche dei contenuti? Si preferisce l'immediatezza di una foto o di una storia, rispetto ad un approfondimento che può essere fatto solo con spazi più grandi in cui condividere (come sto appunto facendo io qui...)?
    Oppure semplicemente si poteva votare un'opzione unica, quindi non è detto che chi segue su Instagram poi non decida di visitare il blog per le questioni che hanno più appeal per lei/lui?
    Altra cosa interessante riguarda la risposta "non seguo nessuno". Questa in realtà era una piccola trappolina:  non segui nessuno ma stai rispondendo ad un mio sondaggio, quindi mi stai seguendo. Certo, io non sono una blogger/influencer come mediamente si intende, ma in qualche modo ho una voce che stai ascoltando.

    2. Segui gruppi Facebook Ecobio?

    Circa un 60% ha risposto di sì.

    3. Secondo te la media delle influencer è:
    - molto competente
    - scarsamente competente
    - non so
    - competente su alcuni temi sì e su altri no

    Un buon 55% ha scelto la seconda risposta: scarsamente competente. Una sola persona ha indicato la prima risposta, mentre un'altra buona fetta, circa il 40% ha scelto l'ultima opzione.
    Purtroppo non c'è modo su Instagram di specificare ulteriormente, per esempio indicando blog seguiti e in che modo li si giudica. Come dicevo sopra, prendiamo queste risposte come un dato di una tendenza, che si potrebbe approfondire con una ricerca seria.

    4. Cosa ti aspetti da un influencer?
    - buoni sconto
    - consigli mirati sui prodotti
    - informazioni sul mondo ecobio
    - tutte le novità

    Più o meno il 53% si aspetta consigli mirati sui prodotti. Qui si aprirebbe un mondo, se ci pensi: mirati sulla tua pelle? Mirati nel senso di molto tecnici e specifici? In ogni caso l'importante qui è l'abbinamento consigli+prodotti. Quindi la maggioranza di chi ha risposto al sondaggio si aspetta di essere consigliata.
    Un altro 25% invece cerca informazioni sul mondo ecobio, presumibilmente quindi aspetti eco in generale, non solo di cosmesi. C'è poi chi si attende notizie su tutte le novità e una piccola parte (8% più o meno) che desidera buoni sconto.

    Se incrociamo un attimo i dati delle due domande sopra, potremmo pensare che, a livello generale, la maggior parte delle votanti vorrebbe consigli mirati, ma trova le blogger scarsamente competenti.
    In più, ci sono poche persone che hanno ammesso di seguire qualcuno per avere sconti, come principale obiettivo (grazie della sincerità, girls!), e questo dato mi stona un pochino con il 60% che segue i gruppi. Anche qui, bisognerebbe approfondire, so che lo sto ripetendo tanto ma siamo in un'epoca dove basta una parola per dichiarare una verità, e non è questo ciò che desidero.

    Ma andiamo avanti, perché qui arriva un dato che cozza parecchio con i precedenti, a mio avviso:

    5. Secondo te, le aziende:
    - lanciano troppi prodotti
    - lanciano pochi prodotti
    - non so

    Ecco, a questa domanda un buon 80% ha risposto che lanciano troppi prodotti. Allora mi (e ti chiedo): ma se vai su un blog/canale proprio per avere consigli mirati sui prodotti, però poi dici che le aziende ne lanciano troppi, non c'è una contraddizione?
    Bisognerebbe fare un discorso sui tempi di pubblicazione: per avere molto seguito di solito occorre pubblicare tanto, quindi o si pubblicano contenuti nuovi o...? Lascio a te la parola.

    6. Hai mai acquistato una box molto scontata da un influencer?

    Quasi l'85% dice di no, solo un 7-8% sì, mentre in 7 non si sa di cosa si stia parlando, risultato tutto sommato in linea con la domanda sui buoni sconto.

    7. Se segui qualche influencer/blogger, cerchi un contatto?
    - sì, mando anche messaggi privati
    - no, seguo e basta
    - sì, attraverso i commenti

    La metà segue e basta. Un 30% manda anche messaggi privati, mentre un 20% commenta pubblicamente. Sarebbe interessante indagare ulteriormente, trovo significativo che ci sia una polarità tra seguire e basta e cercare un contatto diretto e personale.

    8. Quanto è importante per te il tempo con cui la blogger abbia testato un prodotto?
    - tanto
    - abbastanza
    - poco
    - per niente

    Per il 75% è tanto importante, per il 20% abbastanza, pochissime persone hanno scelto poco o per niente importante. Certo, se vogliamo consigli sui prodotti, se i prodotti usciti sono tanti, se si deve rimanere sul pezzo... dove lo si trova il tempo di testare accuratamente? La pelle si rinnova ogni 28 giorni, fai tu i calcoli!

    Ma veniamo alle risposte alla domanda 9:

    9. C'è qualcosa che vorresti da un influencer ma che secondo te non fa?

    Ho ricevuto parecchi messaggi, che trascrivo così come sono arrivati:

    • "Recensire i prodotti sul lungo periodo, dopo averli accuratamente usati e terminati. Lo vedo fare a pochissimi ormai"
    • "Vorrei più onestà e meno pubblicità su prodotti miracolosi"
    • "Sì, vorrei che, visto che le aziende tirano fuori prodotti in continuazione e sono tutti copia e incolla tra brand, fare poi un reale confronto tra lo stesso prodotto di brand diversi. Dato che alla fine dei giochi chi compra non è che usa il prodotto una settimana e poi passa ad un altro come loro che li provano. Se compro una crema la finisco e ci possono volere mesi. Esempio so che non farai mai i nomi è per farmi capire. XXX siero acido ialuronico confronto con YYY ecc altri sieri di altri brand [...] Vorrei che facessero capire quale realmente è valido e quale no. Così facendo forse le aziende se la finiscono di copiarsi tra loro i prodotti".
    • "La verità... purtroppo vanno a simpatia e a soldi".
    • "Essere sincera"!
    • "Non essere solo una vetrina, invece molte sono solo questo".
    • "Pubblicizzare prodotti che usa realmente e di cui è fermamente convinta dell'efficacia, e non per una questione prettamente economica".
    • "Vorrei che fossero meno omologate. Che non parlassero tutte degli stessi prodotti".
    • "Sicuramente vorrei sincerità, spontaneità e coerenza. Vorrei che dietro ai consigli ci fosse un lavoro di ricerca. Intendo dire che invece di provare e consigliare una valanga di prodotti a caso (in base a ciò che riceve senza fare una selezione di ciò che è più in linea con le sue esigenze) si costruisse delle routine ragionate. Invece vedo ragazze che usano mille prodotti, cambiando crema ogni settimana o mischiando ogni giorno cose nuove, senza dare tempo al prodotto di agire. Posso capire se si parla di makeup, ma un siero o una crema viso non potrà mai essere valutata in un paio di settimane (se va bene). Allora mi sta bene che debbano mostrare prodotti nuovi, ma parlando delle caratteristiche generali, della texture, degli ingredienti (che molte di loro ignorano), di cip che promette. Ma le recensioni devono fare parte di una routine quotidiana ben strutturata. Oggi una blogger (che seguo perché fa dei bellissimi makeup) parlava del nuovo siero di XXX ricevuto una settimana fa (facendo vedere il flacone nuovo) e diceva che le aveva cambiato la pelle! Io ormai non mi fido neanche più delle recensioni delle utenti nei gruppi, perché la maggior parte sono piegate al marketing. La blogger di turno parla bene di un prodotto, tutte gridano a miracolo! Se faccio un post dove parlo di un prodotto non di punta avrò massimo un paio di risposte. Mi ricordo che avevo scritto un post sulle maschere YYY e nessuno mi aveva risposto. Dopo un paio di mesi la capa del gruppo ne parlò, e il mio post tornò fuori e ottenne decine di domande su come mi fossi trovata"!
    • "Dire la verità su un determinato prodotto".
    • "Vorrei più competenze specifiche (almeno una infarinatura base di chimica e dermatologia) quando si parla di prodotti per pelli reattive, macchiate, problematiche ecc. e soprattutto vorrei meno sprechi. Trovo inutile promuovere il bio e l'ecosostenibile se poi si comprano 10 prodotti skincare, 5 balsami e 3 fondotinta nuovi a settimana, magari poi lasciati nel cassetto a irrancidire per mesi. Vorrei più consapevolezza di quello che serve davvero (non per forza una routine minimalista, ma nemmeno l'accumulo sfrenato), e vorrei che il messaggio partisse anche dalle influencers con grandi numeri".
    • "Che continuasse a usare i prodotti dei quali ha parlato benissimo e non li abbandonasse se davvero sono così efficaci"...
    • "Dovrebbe riconoscere pubblicamente che le aziende inseriscono in commercio troppi prodotti nel giro di poche settimane ed essere più critiche su questo aspetto".
    • "Secondo me a volte per stare troppo dietro alle novità del momento si spersonalizzano, nel senso che i loro contenuti diventano uguali a quelli di tutti gli altri che stanno promuovendo la stessa cosa e anzichè seguire un'impronta personale dando un valore aggiunto seguono solo l'andamento del mercato, sostanzialmente se sfogliassi un volantino del supermercato sarebbe la stessa cosa".

    Quello che mi salta agli occhi, formulando una sintesi, sono i temi:

    realismo sulla prova (tempi adeguati)
    - sincerità
    - personalizzazione
    - competenze

    Adesso lascio a te la parola: se sei utente, ti trovi in linea con questi risultati? Anche tu ti aspetti queste cose dalle blogger? Credi che siano aspettative realistiche o difficili da vedere esaudite?

    Se sei una blogger/influencer: cosa ne pensi? Senti di stare rispondendo a queste aspettative? qual è il tuo punto di vista, e quali difficoltà riscontri da parte tua?

     

     

     

  • Perché ti serve l'amido di riso (e come averlo in OMAGGIO)

    Bio Bio Baby AmidoOggi voglio parlarti di un ingrediente cosmetico che apprezzo particolarmente: l'amido di riso.

    L'amido di riso, che si ricava dalla farina di questo cereale, viene usato in cucina come addensante, ma ha proprietà per la pelle non indifferenti.

    E' infatti

    • assorbente
    • lenitivo
    • rinfrescante

    Il suo nome inci è Oryza sativa starch, e lo trovate inserito in polveri per il corpo (con talco o senza), ciprie, preparati anidri oleosi e viene anche venduto da solo.

    Perché avresti bisogno, dunque, di una confezione di amido di riso? Perché è una sorta di pronto-soccorso naturale che puoi usare così:

    • bagno tiepido rinfrescante e lenitivo: tradizionalmente consigliato per i bambini e per i neonati alle prime settimane di vita, va benissimo anche per gli adulti, soprattutto in caso di prurito o dopo essere stati a lungo al sole. L'amido di riso si scioglie in acqua molto facilmente e lascia la pelle ammorbidita e rinfrescata.
    • Shampoo secco. Quando hai i capelli non proprio pulitissimi, ma sei di corsa e non faresti in tempo a lavarli, spargi un po' di amido di riso alle radici e poi spazzola i capelli a testa in giù. L'amido di riso assorbirà l'eccesso di sebo, e con la spazzola lo manderai via. Naturalmente il giorno dopo ti farai uno shampoo, ma come rimedio d'emergenza è utilissimo!
    • Cipria. Usa un pennello e applicane pochissima sul viso, prima di una giornata fuori, quando c'è caldo e tendi a lucidarti.
    • Dopo il deodorante passa un pennello o un batuffolo di cotone con un po' di amido di riso sotto le ascelle per assorbire il sudore in eccesso e restare più asciutta durante la giornata (se ci sono 40° i miracoli però non esistono...)
    • Dopo la ceretta, sia come polvere antisfregamento delle cosce, sia come spugnature sulla zona arrossata.
    • Per leggere scottature - ho detto leggere! - una spugnatura con acqua e amido dona sollievo. Stessa cosa per punture d'insetto.

    Cosa ne pensi? ti ho convinta? Allora approfitta dell'offerta di questa settimana per avere un amido di riso in omaggio, ogni 3 prodotti Bio Bio Baby acquistati - ad esclusione delle creme mani. I prodotti Bio Bio Baby sono per bambini ma anche per adulti - se hai la pelle molto delicata prova la crema lenitiva, molte mie clienti non ne possono più fare a meno. Sono una linea certificata che è stata pioniera in Italia nell'ecobio per bambini. Infatti è con me dagli inizi, si parla del 2007-2008 circa, ed è tra le linee bimbi più vendute in negozio. Se hai figli piccoli, non perderti quest'offerta, ma se non ne hai, considera quali prodotti potrebbero essere adatti a te e corri! Per qualsiasi domanda o dubbio, puoi scrivermi, come sempre, a info@saicosatispalmi.com. Per avere l'amido di riso in omaggio non dovrai fare niente di particolare: ogni ordine che, dal 17 al 23 giugno, ci arriverà con dentro almeno 3 prodotti Bio Bio Baby (escluse le creme mani), riceverà nel pacco l'amido in omaggio :)

    Igiene e Cosmesi Naturali
    Idee e ricette per il bambino, la famiglia e la casa

    Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

    € 15,00

  • Promo su Benessence, ecobio IN aloe.

    promo benessenceCiao :)

    Qualche tempo fa ti ho presentato un nuovo brand che ho inserito nello shop dopo una collaborazione attiva con l'azienda produttrice, presente da vent'anni nel settore degli integratori alimentari a base d'aloe (ha una piantagione a Termoli).

    Il brand è Benessence, e nasce perché i titolari si sono da tempo innamorati dell'aloe e del gel che da esso si ricava, ricco di proprietà. Dopo averlo impiegato per, appunto, l'alimentazione, hanno deciso di inserirlo come ingrediente principale in una linea cosmetica formata da prodotti per viso, corpo e capelli.

    La particolarità della linea è che, più di essere "con" aloe, è "in aloe". Sì perché, con l'eccezione dell'acqua micellare, tutto il resto non contiene acqua aggiunta. Se la vedrai tra gli ingredienti, è perché facente parte di un composto come può essere per esempio un estratto, non perché sia stata aggiunta in quanto tale. Quindi il resto degli ingredienti sono mescolati direttamente al puro succo d'aloe vera bio.

    Questo fa sì che questi prodotti abbiano delle consistenze particolari e piacevolissime, oltre a contenere tutte le proprietà lenitive, remineralizzanti, idratanti dell'aloe.

    Ti lascio scoprire qui tutta la linea, e ti aggiorno sui miei must-have: gli shampoo, davvero molto validi, che insieme a quelli Bio Marina e a quelli Essere attualmente sono i miei preferiti; la crema corpo, che ha una texture originalissima per cui si stende velocemente, ma allo stesso tempo si può continuare, se si desidera, a massaggiare, e che è particolarmente adatta anche come doposole e dopo-ceretta; il latte detergente, che lascia la pelle detersa e morbida.

    Tutti i prodotti hanno formule apparentemente semplici, ma non scontate, in cui gli ingredienti sono, a mio avviso, molto ben bilanciati.

    Da oggi e fino a domenica 9 giugno, se acquisti 3 pezzi qualsiasi del brand, avrai nel carrello lo sconto del 15% sugli stessi. Ottimo per fare scorta se hai già provato e ti sei innamorata, o per provare (magari dividi con un'amica ;)).

    Come sempre puoi contattarmi per informazioni di qualsiasi genere: info@saicosatispalmi.com.

     

  • Filtri solari chimici: cosa ne pensano Saicosatispalmi, Skineco ed EcoBioControl

    filtri chimici anche noSpalmin, come avrai forse letto, è stato resto noto circa un mese fa il risultato di uno studio[1] su alcuni filtri solari chimici.

    I filtri solari si dividono in chimici - molecole create in laboratorio che funzionano trasformando in calore le radiazioni solari, detta in modo molto semplice, e meccanici (per comodità definiti "fisici") - polveri minerali che riflettono i raggi solari come fossero tanti specchietti.

    I secondi, quelli fisici, sono gli unici ammessi dai disciplinari di cosmesi "EcoBio". Li trovate nei solari Alga Maris e Officina Naturae, che sono quelli che ho selezionato per il negozio, ma anche in molti altri.

    Qualche anno fa offrivo anche un altro brand, che aveva un mix di filtri fisici e chimici, perché mi sembrava un compromesso accettabile.

    Ho poi cambiato idea, e mi sono comportata di conseguenza, quando  i solari ecobio sono migliorati molto e hanno dimostrato performance notevoli: sono più spalmabili, più piacevoli, contengono buoni antiossidanti rispetto a quelli di qualche anno fa. Mi riferisco per lo meno ai due brand che ho selezionato, e che ho scritto sopra.

    Quando è uscito l'articolo quindi, ho subito contattato Fabrizio Zago, ideatore del database cosmetico EcoBioControl (e adesso anche di detersivi e detergenza domestica) più completo esistente al momento e con cui collaboro da tempo immemore, e la dott.ssa dermatologa Pucci Romano, presidentessa di Skineco, del cui comitato scientifico Fabrizio ed io facciamo parte.

    Abbiamo elaborato un articolo, scritto con il contributo di tutti e tre, con le nostre posizioni relativamente alla ricerca e quindi relativamente ai filtri solari.

    Lo puoi scaricare qui, ma intanto - SPOILER - consigliamo ancora di preferire i filtri fisici. Non in forma nano. Se vuoi sapere perché, ti lascio alla lettura.

    Adorerei sapere cosa ne pensi, quindi se vuoi puoi lasciare un commento o scrivermi a info@saicosatispalm.com.

    [1] “Effect of Sunscreen Application Under Maximal Use Conditions on Plasma
    Concentration of Sunscreen Active Ingredients”, pubblicato sulla rivista scientifica accreditata Jama

  • Pelle delicata? Soluzione ecobio con Biofficina Toscana

    origini biofficina toscanaIn questo maggio che non sembra maggio, anche la pelle e i capelli (per non dire le unghie...) sono messe a dura prova. Io mi ritrovo una secchezza insolita e devo farmi shampoo più frequenti.

    Anche tu reagisci così agli sbalzi di temperatura?

    Se, come me, hai anche la pelle delicata e sensibile, probabilmente ti si arrosserà anche il viso più del solito.

    In questo contesto si inseriscono benissimo i due prodotti appena nati di Biofficina Toscana, che compongono la linea ORIGINI.

    Si tratta di due prodotti, uno per la detersione e uno per lo skin care, realizzati con calendula e avena biologiche toscane (come nella migliore tradizione del brand, che valorizza il più possibile risorse del territorio), e con ben il 5% di urea, sostanza principe dell'emollienza data la sua azione cheratolitica, che, spiegata veramente basic, significa che va ad ammorbidire la superficie della pelle formato dallo strato più "duro" delle sue cellule.
    La linea è testata su pelli sensibili e non contiene profumazione aggiunta, essendo quindi adatta anche a chi ha intolleranze in questo senso.

    Lo so ragazze (e ragazzi), a noi il profumo piace tanto, ma purtroppo rappresenta una delle sostanze più facilmente allergizzanti. Ecco perché molti brand stanno ideando linee che ne sono prive, soprattutto se i destinatari sono bambini (vedi Alga Maris, per esempio).

    Ma torniamo alla linea. I due prodotti sono multifunzione. Non so se lo sai, ma io adoro i prodotti multifunzione, non a caso la mia linea lo è totalmente, perché ritengo che facciano risparmiare tempo, energie, risorse. Sono comodi! Ed ecologici.

    Quindi abbiamo:  la mousse detergente, che puoi usare per viso, corpo, capelli, intimo, e la crema basic viso-corpo.

    Forse è scontato, ma non si sa mai: se non hai la pelle sensibile... puoi usare comunque questi prodotti, che possono essere anche un'idea se vai in palestra o viaggi e non vuoi portarti troppi flaconi in giro.

    Ultimo tip: la pelle delicata può essere secca, ma anche normale, ma anche grassa. Se ti arrossi, se devi fare attenzione ai prodotti che usi perché facilmente senti pizzicare,  non è detto che tu debba aumentare il nutrimento con prodotti molto ricchi: può darsi che oltre ad avere pelle sensibile, tu ce l'abbia anche grassa.

    Ogni pelle è un mondo a parte e va ascoltata per trovare la routine migliore.

    A proposito di questo, puoi scrivermi se vuoi suggerimenti su cosa ordinare dallo shop: info@saicosatispalmi.com.

    Trovi la linea in promo lancio, scontata del 10% fino a domenica 19 maggio.

  • Cosmetici "SENZA" - parabeni, petrolati, ogm, siliconi...

    SENZA PARABENIC'è uno step del regolamento cosmetico europeo che sta per entrare in vigore: non si potrà pubblicizzare un cosmetico utilizzando le diciture "senza...", se l'ingrediente di cui si dichiara l'assenza è un ingrediente ammesso dalla legge.
    Esempio: non si può dire "crema senza petrolatum" se il petrolatum è ammesso.
    Chiaro fino a qui?

    Bene, oggi ti voglio raccontare un episodio che mi è capitato settimane fa. Di solito i "dietro le quinte" del mio lavoro li tengo per me, ma questo a mio avviso merita, perché è un sintomo preoccupante di come lavorino certe frange "ecobio".

    Come puoi forse immaginare, ricevo quotidianamente email di brand che vorrebbero essere inseriti nel mio shop. Prima di accettare ovviamente valuto molte cose, magari ne parlerò in un prossimo post.

    Tra gli elementi a cui pongo attenzione c'è il tipo di comunicazione adottata dal brand. Ovvero, per me ci sono modi e modi anche di fare marketing e di proporsi. Alcuni  li trovo molto scorretti (infatti non tratto quei marchi...).

    Insomma, mi contatta un brand nuovo. Guardo tutto il materiale che mi hanno inviato e vedo che è completamente incentrato sull'"é senza".
    Normalmente non rispondo a proposte che non sono di  mio interesse, perché ne ricevo davvero tante.

    Ma questa volta decido che è troppo anche per me, così rispondo loro che non posso trattare un brand che basa tutta la sua comunicazione su qualcosa che il regolamento cosmetico europeo vieta!

    Sapete cosa mi hanno risposto? Che gli dispiaceva molto che per una cosa del genere io ritenessi inadatti i loro prodotti al mio shop, e che le loro scelte sono state frutto di un'indagine di mercato dalla quale risultava che dire "è senza" fosse l'unico modo di pubblicizzare un cosmetico facendosi notare sugli scaffali della grande distribuzione (che siano catene di profumerie o supermercati).

    Immaginatevi il mio sconcerto.

    Vorrei proprio sapere come pensano di porsi, dato che tra poco quel passo del regolamento entrerà in vigore, il che vuol dire che ci saranno sanzioni.

    Cosa ne pensate voi? Scegliete in base a "è senza" o avete imparato a districarvi tra inci e dichiarazioni del brand? Siete d'accordo col regolamento cosmetico oppure no?

  • Fashion Week Revolution 2019

    ranaplazaAlcune di voi mi hanno chiesto di parlare anche di sostenibilità in linea generale, quindi non necessariamente legata alla cosmesi.

    Mi ha fatto piacere questa richiesta, perché, come dico ogni volta, il concetto di ecobio va oltre al mio barattolino di crema, va oltre la mia faccia e va oltre il mio ombelico, insomma.

    Viviamo tutti in un Pianeta di cui spesso ci dimentichiamo, facciamo finta che non sia una nostra responsabilità averne cura e rimandiamo agli altri tutte le azioni possibili.

    Trovo invece che, nel nostro piccolo, molto invece sia possibile fare. Certamente mediando con le nostre possibilità e le nostre condizioni di vita. Ma la cosa più importante, secondo me, è non restare indifferenti.

    Questa premessa per arrivare a parlare di un tema chiave di questa settimana, dato che siamo in piena Fashion Revolution Week.

    Se non ne hai mai sentito parlare,  Fashion Revolution è un movimento nato dopo il crollo dell'edificio Rana Plaza, Bangladesh, il 24 aprile del 2013, in cui sono morte più di mille persone, in gran parte occupate in fabbriche di abiti a basso costo commissionati da brand occidentali.

    La sintesi di tutto è che i nostri abiti, comprati a basso prezzo - e anche altri che compriamo ad alto prezzo, ma diciamo che il grosso della produzione riguarda i primi - costano molto più cari di quanto li paghiamo. Costano in termini di inquinamento ambientale (tinture tessili non adeguatamente smaltite), in termini di dignità umana (lavoratori sottopagati e ridotti ad un vero e proprio schiavismo), in termini di danno ambientale dato, per esempio, da coltivazioni indiscriminate di cotone con conseguente uso di pesticidi.

    Costano ai negozi, che non riescono a stare dietro alle collezioni, che da 2 sono diventate 4 e poi 8 e adesso cambiano gli abiti nei negozi ogni settimana. Costano quindi sullo spreco, perché non tutto verrà venduto, naturalmente.

    Costano in termini di sostenibilità a 360°.

    Personalmente, ho iniziato ad interessarmi al tema molti anni fa, ben prima del crollo di Rana Plaza, quando muovevo i miei primi passi da consumatrice critica (parliamo del 1999... wow).

    Il concetto di "equo e solidale" si stava affacciando e con lui le Botteghe del Mondo: lì ci sono anche tessili, il che vuol dire che non solo nel cibo troviamo delle inequità, ma anche nei tessuti, nell'abbigliamento e nel tessile in generale.

    Qualche anno più tardi, ho poi letto questo libro e sono inorridita. Per 6 mesi non sono più riuscita a comprare nulla, tanto lo shock.

    Da poco invece ho guardato il documentario "The True Cost", che trovi su Netflix in italiano, non so se ci sia da altre parti. Anche in quel caso, groppo alla gola e senso di impotenza.

    Ma siamo davvero così impotenti?

    Secondo me: NO.

    Con le nostre decisioni d'acquisto possiamo decidere molto e contribuire in qualche modo ad orientare il mercato.

    Pensa alla cosmesi ecobio: 20 anni fa non si sapeva cosa fosse, adesso è diffusa anche nei supermercati.

    Anche l'abbigliamento "etico" comincia a fare capolino in molte catene: H&M fa la linea Conscious, OVS ha capi in cotone organico, così come Decathlon. In questo caso parlerei di Greenwashing, ma è comunque un fatto sintomatico di un mercato che sta richiedendo più trasparenza e più rispetto per la natura umana e del mondo.

    Un primo modo, dunque, per acquistare diversamente, è scegliere brand che siano sostenibili. Ce ne sono diversi e ti lascio fare le tue ricerche, mi vengono in mente: People Tree, Komodo, AltaRosa, EcoGeko, H-Earth, Quagga. Uno in particolare però è nel mio cuore, perché la sua creatrice, Manuela, è una mia carissima amica, e sto parlando di Rètro: made in Italy, con tessuti bio, tinture non tossiche e non impattanti. Indossare un suo capo è una carezza, la differenza si sente subito al tatto.

    Il problema però è che gli abiti "etici" hanno un prezzo che ovviamente non è paragonabile a quello di brand di fast-fashion come Zara, H&M, Mango, ma anche Benetton eccetera.
    La qualità ha un prezzo, come abbiamo ben capito, e se vogliamo pagare i lavoratori il giusto, se vogliamo tinture sostenibili, processi di produzione sostenibili, tessuti sostenibili, il prezzo che avremo alla fine non potrà mai nemmeno avvicinarsi a quello di una maglietta fast fashion che userò due volte per poi dimenticarla.

    Questo deve farci desistere? Se i prezzi dei brand sostenibili per te sono fuori portata, devi quindi rinunciare a qualsiasi scelta etica e ragionevole in merito?

    Ancora una volta: NO.

    Dato che anche io non posso acquistare sempre e solo capi etici, sia per questioni di prezzo, sia per questioni legate al mio gusto personale - non sempre trovo nella moda green capi che mi valorizzano, che mi piacciono e che incontrano il mio stile - ecco alcune cose che faccio e che puoi fare anche tu:

    - riflettere sulla necessità del capo/accessorio che sto per comprare. La fast fashion si chiama così, "moda veloce", proprio perchè va a sollecitare il nostro desiderio compulsivo di gratificazione immediata. Sono triste? mi compro una maglietta, tanto costa poco. Sono annoiata? Vado a fare shopping, tanto qualcosa che costa poco per tirarmi su la trovo. E così in men che non si dica accumuliamo tonnellate di vestiti, che spesso non ricordiamo nemmeno di avere! Per non parlare degli acquisti sbagliati: compriamo un capo perchè l'abbiamo visto indosso a qualcuno, perché ha una fantasia che va di moda (presente unicorni, ananas, fenicotteri? qualche anno fa gufi... e potremmo continuare), e poi non si abbina a niente del nostro guardaroba o, ancora peggio, non ci valorizza.
    Il discorso qui sarebbe lungo, perché si parla di andare a lavorare su quanto siamo influenzati da nostro contesto sociale e dalle nostre insicurezze. Brevemente suggerisco: calma, ti piace una cosa lì per lì? Aspetta qualche giorno. 90 su 100 te la sei dimenticata. Se non te la sei dimenticata, vai a provarla. Chiediti se si combina con quello che hai nell'armadio e se non hai già mille altri capi simili. Nota se il colore ti illumina o ti spegne, se le forme ti esaltano o ti mortificano.

    - comprare vintage. Il vintage ha i suoi costi, ma dipende: a volte si trovano vere occasioni.

    - comprare usato: abiti usati li trovi al mercato, in negozi specifici, online. C'è davvero l'imbarazzo della scelta e io adoooooro cercare e scovare quel capo che proprio è perfetto, pagarlo poco e ridargli nuova vita. Ho comprato camicette di seta, gonne di marche note che adoro per il loro design, canotte con strass, abitini... Occorre solo cercare e trovare i propri negozi/venditori preferiti.

    Etsy: non sto nemmeno a spiegarti cosa sia etsy, il bazar artigiano dove si trovano ottimi negozi di hand-made. Non solo abiti ma anche accessori. Vuoi mettere l'originalità di sfoggiare qualosa che non abbiano identico altre migliaia di persone?

    Fai da te: io non ne sono capace, ma invidio  molto chi sa usare la macchina da cucire. Se avessi tempo di imparare e costanza di dedicarmici, credo che sarei felice di rifarmi da sola mezo guardaroba!

    Swap con le amiche: se hai amiche della tua taglia, regala gli abiti che non indossi più e che sono ancora in buono stato, e magari dai vita ad uno scambio reciproco.

    Fai shopping nel tuo guardaroba: quante volte a me capita di dimenticarmi di un capo che avevo acquistato? troppe, infatti sto tentando di porvi rimedio, mettendo in pratica tutti i suggerimenti che ti sto dando. Ma a maggior ragione, se sei come me, prenditi un tempo per guardare nel tuo armadio, vedere se c'è qualcosa che non metti da tempo, trovare nuovi abbinamenti.

    Mi fermo qui, anche se davvero avrei ancora molto da dire, perché credo di aver toccato il record di lunghezza.

    Tu come ti regoli con l'abbigliamento? Cerchi di fare scelte sostenibili? Hai qualche dritta da lasciare a tutti? 

  • Nasce EcoBioControl

    ecobiocontrol - saicosaitispalmi barbara righini

    Se mi seguite dall'inizio, cioè più di dieci anni fa, sapete che la spinta a creare il primo negozio online dedicato interamente alla cosmesi ecobio è nata da una mia esigenza personale: trovare cosmesi priva di ingredienti dannosi per me e/o per l'ambiente e diffonderla il più possibile, una ricerca nata molto tempo prima, all'alba dell'anno 2000.

    Il faro, durante tutti questi anni, è stato il biodizionario di Fabrizio Zago, che da allora è diventato un punto di riferimento non solo per me e per chi come me desiderava cambiare in meglio le proprie abitudini cosmetiche, ma anche per numerosissime aziende cosmetiche, che hanno iniziato a produrre secondo i “giudizi” del biodizionario sulle materie prime.

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  • 30 domande sull'Hennè

    hennè cosmesi naturale

    Come titolare di un negozio di cosmesi ecologica e come divulgatrice di argomenti relativi alla stessa, ricevo tantissime domande. Buona parte di queste riguarda l’hennè. Come si usa, quanto se ne deve usare, copre i capelli bianchi, quali tipologie esistono, e soprattutto: di che colore divento, poi? Proverò quindi a rispondere alle questioni più frequenti che mi vengono poste, che sicuramente però non esauriscono l’argomento, anzi… sono certa che ne susciteranno altre.
    1. Vorrei smettere di usare tinte chimiche. Esistono tinte vegetali?
      No: attualmente l’unico modo per tingere in modo naturale i capelli è l’uso dell’hennè e di alcune altre piante tintorie.
    2. L’hennè copre i capelli bianchi?
      L’hennè rosso (lawsonia inermis) copre i capelli bianchi. Significa che i capelli bianchi diventeranno rossi, con sfumature dal rame al ciliegia a seconda del tipo di hennè e del mix con altre piante. Ci sono poi miscele che coprono i bianchi facendoli diventare biondi. Nella mia esperienza, non ho mai visto mix capaci di tingere i bianchi di nero o di castano.
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Cosmesi naturale ecobio, cruelty free: realista, trasparente, etica: la cosmesi che voglio!