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Saicosatispalmi: il Blog

  • Promo su Benessence, ecobio IN aloe.

    promo benessenceCiao :)

    Qualche tempo fa ti ho presentato un nuovo brand che ho inserito nello shop dopo una collaborazione attiva con l'azienda produttrice, presente da vent'anni nel settore degli integratori alimentari a base d'aloe (ha una piantagione a Termoli).

    Il brand è Benessence, e nasce perché i titolari si sono da tempo innamorati dell'aloe e del gel che da esso si ricava, ricco di proprietà. Dopo averlo impiegato per, appunto, l'alimentazione, hanno deciso di inserirlo come ingrediente principale in una linea cosmetica formata da prodotti per viso, corpo e capelli.

    La particolarità della linea è che, più di essere "con" aloe, è "in aloe". Sì perché, con l'eccezione dell'acqua micellare, tutto il resto non contiene acqua aggiunta. Se la vedrai tra gli ingredienti, è perché facente parte di un composto come può essere per esempio un estratto, non perché sia stata aggiunta in quanto tale. Quindi il resto degli ingredienti sono mescolati direttamente al puro succo d'aloe vera bio.

    Questo fa sì che questi prodotti abbiano delle consistenze particolari e piacevolissime, oltre a contenere tutte le proprietà lenitive, remineralizzanti, idratanti dell'aloe.

    Ti lascio scoprire qui tutta la linea, e ti aggiorno sui miei must-have: gli shampoo, davvero molto validi, che insieme a quelli Bio Marina e a quelli Essere attualmente sono i miei preferiti; la crema corpo, che ha una texture originalissima per cui si stende velocemente, ma allo stesso tempo si può continuare, se si desidera, a massaggiare, e che è particolarmente adatta anche come doposole e dopo-ceretta; il latte detergente, che lascia la pelle detersa e morbida.

    Tutti i prodotti hanno formule apparentemente semplici, ma non scontate, in cui gli ingredienti sono, a mio avviso, molto ben bilanciati.

    Da oggi e fino a domenica 9 giugno, se acquisti 3 pezzi qualsiasi del brand, avrai nel carrello lo sconto del 15% sugli stessi. Ottimo per fare scorta se hai già provato e ti sei innamorata, o per provare (magari dividi con un'amica ;)).

    Come sempre puoi contattarmi per informazioni di qualsiasi genere: info@saicosatispalmi.com.

     

  • Filtri solari chimici: cosa ne pensano Saicosatispalmi, Skineco ed EcoBioControl

    filtri chimici anche noSpalmin, come avrai forse letto, è stato resto noto circa un mese fa il risultato di uno studio[1] su alcuni filtri solari chimici.

    I filtri solari si dividono in chimici - molecole create in laboratorio che funzionano trasformando in calore le radiazioni solari, detta in modo molto semplice, e meccanici (per comodità definiti "fisici") - polveri minerali che riflettono i raggi solari come fossero tanti specchietti.

    I secondi, quelli fisici, sono gli unici ammessi dai disciplinari di cosmesi "EcoBio". Li trovate nei solari Alga Maris e Officina Naturae, che sono quelli che ho selezionato per il negozio, ma anche in molti altri.

    Qualche anno fa offrivo anche un altro brand, che aveva un mix di filtri fisici e chimici, perché mi sembrava un compromesso accettabile.

    Ho poi cambiato idea, e mi sono comportata di conseguenza, quando  i solari ecobio sono migliorati molto e hanno dimostrato performance notevoli: sono più spalmabili, più piacevoli, contengono buoni antiossidanti rispetto a quelli di qualche anno fa. Mi riferisco per lo meno ai due brand che ho selezionato, e che ho scritto sopra.

    Quando è uscito l'articolo quindi, ho subito contattato Fabrizio Zago, ideatore del database cosmetico EcoBioControl (e adesso anche di detersivi e detergenza domestica) più completo esistente al momento e con cui collaboro da tempo immemore, e la dott.ssa dermatologa Pucci Romano, presidentessa di Skineco, del cui comitato scientifico Fabrizio ed io facciamo parte.

    Abbiamo elaborato un articolo, scritto con il contributo di tutti e tre, con le nostre posizioni relativamente alla ricerca e quindi relativamente ai filtri solari.

    Lo puoi scaricare qui, ma intanto - SPOILER - consigliamo ancora di preferire i filtri fisici. Non in forma nano. Se vuoi sapere perché, ti lascio alla lettura.

    Adorerei sapere cosa ne pensi, quindi se vuoi puoi lasciare un commento o scrivermi a info@saicosatispalm.com.

    [1] “Effect of Sunscreen Application Under Maximal Use Conditions on Plasma
    Concentration of Sunscreen Active Ingredients”, pubblicato sulla rivista scientifica accreditata Jama

  • Pelle delicata? Soluzione ecobio con Biofficina Toscana

    origini biofficina toscanaIn questo maggio che non sembra maggio, anche la pelle e i capelli (per non dire le unghie...) sono messe a dura prova. Io mi ritrovo una secchezza insolita e devo farmi shampoo più frequenti.

    Anche tu reagisci così agli sbalzi di temperatura?

    Se, come me, hai anche la pelle delicata e sensibile, probabilmente ti si arrosserà anche il viso più del solito.

    In questo contesto si inseriscono benissimo i due prodotti appena nati di Biofficina Toscana, che compongono la linea ORIGINI.

    Si tratta di due prodotti, uno per la detersione e uno per lo skin care, realizzati con calendula e avena biologiche toscane (come nella migliore tradizione del brand, che valorizza il più possibile risorse del territorio), e con ben il 5% di urea, sostanza principe dell'emollienza data la sua azione cheratolitica, che, spiegata veramente basic, significa che va ad ammorbidire la superficie della pelle formato dallo strato più "duro" delle sue cellule.
    La linea è testata su pelli sensibili e non contiene profumazione aggiunta, essendo quindi adatta anche a chi ha intolleranze in questo senso.

    Lo so ragazze (e ragazzi), a noi il profumo piace tanto, ma purtroppo rappresenta una delle sostanze più facilmente allergizzanti. Ecco perché molti brand stanno ideando linee che ne sono prive, soprattutto se i destinatari sono bambini (vedi Alga Maris, per esempio).

    Ma torniamo alla linea. I due prodotti sono multifunzione. Non so se lo sai, ma io adoro i prodotti multifunzione, non a caso la mia linea lo è totalmente, perché ritengo che facciano risparmiare tempo, energie, risorse. Sono comodi! Ed ecologici.

    Quindi abbiamo:  la mousse detergente, che puoi usare per viso, corpo, capelli, intimo, e la crema basic viso-corpo.

    Forse è scontato, ma non si sa mai: se non hai la pelle sensibile... puoi usare comunque questi prodotti, che possono essere anche un'idea se vai in palestra o viaggi e non vuoi portarti troppi flaconi in giro.

    Ultimo tip: la pelle delicata può essere secca, ma anche normale, ma anche grassa. Se ti arrossi, se devi fare attenzione ai prodotti che usi perché facilmente senti pizzicare,  non è detto che tu debba aumentare il nutrimento con prodotti molto ricchi: può darsi che oltre ad avere pelle sensibile, tu ce l'abbia anche grassa.

    Ogni pelle è un mondo a parte e va ascoltata per trovare la routine migliore.

    A proposito di questo, puoi scrivermi se vuoi suggerimenti su cosa ordinare dallo shop: info@saicosatispalmi.com.

    Trovi la linea in promo lancio, scontata del 10% fino a domenica 19 maggio.

  • Cosmetici "SENZA" - parabeni, petrolati, ogm, siliconi...

    SENZA PARABENIC'è uno step del regolamento cosmetico europeo che sta per entrare in vigore: non si potrà pubblicizzare un cosmetico utilizzando le diciture "senza...", se l'ingrediente di cui si dichiara l'assenza è un ingrediente ammesso dalla legge.
    Esempio: non si può dire "crema senza petrolatum" se il petrolatum è ammesso.
    Chiaro fino a qui?

    Bene, oggi ti voglio raccontare un episodio che mi è capitato settimane fa. Di solito i "dietro le quinte" del mio lavoro li tengo per me, ma questo a mio avviso merita, perché è un sintomo preoccupante di come lavorino certe frange "ecobio".

    Come puoi forse immaginare, ricevo quotidianamente email di brand che vorrebbero essere inseriti nel mio shop. Prima di accettare ovviamente valuto molte cose, magari ne parlerò in un prossimo post.

    Tra gli elementi a cui pongo attenzione c'è il tipo di comunicazione adottata dal brand. Ovvero, per me ci sono modi e modi anche di fare marketing e di proporsi. Alcuni  li trovo molto scorretti (infatti non tratto quei marchi...).

    Insomma, mi contatta un brand nuovo. Guardo tutto il materiale che mi hanno inviato e vedo che è completamente incentrato sull'"é senza".
    Normalmente non rispondo a proposte che non sono di  mio interesse, perché ne ricevo davvero tante.

    Ma questa volta decido che è troppo anche per me, così rispondo loro che non posso trattare un brand che basa tutta la sua comunicazione su qualcosa che il regolamento cosmetico europeo vieta!

    Sapete cosa mi hanno risposto? Che gli dispiaceva molto che per una cosa del genere io ritenessi inadatti i loro prodotti al mio shop, e che le loro scelte sono state frutto di un'indagine di mercato dalla quale risultava che dire "è senza" fosse l'unico modo di pubblicizzare un cosmetico facendosi notare sugli scaffali della grande distribuzione (che siano catene di profumerie o supermercati).

    Immaginatevi il mio sconcerto.

    Vorrei proprio sapere come pensano di porsi, dato che tra poco quel passo del regolamento entrerà in vigore, il che vuol dire che ci saranno sanzioni.

    Cosa ne pensate voi? Scegliete in base a "è senza" o avete imparato a districarvi tra inci e dichiarazioni del brand? Siete d'accordo col regolamento cosmetico oppure no?

  • Fashion Week Revolution 2019

    ranaplazaAlcune di voi mi hanno chiesto di parlare anche di sostenibilità in linea generale, quindi non necessariamente legata alla cosmesi.

    Mi ha fatto piacere questa richiesta, perché, come dico ogni volta, il concetto di ecobio va oltre al mio barattolino di crema, va oltre la mia faccia e va oltre il mio ombelico, insomma.

    Viviamo tutti in un Pianeta di cui spesso ci dimentichiamo, facciamo finta che non sia una nostra responsabilità averne cura e rimandiamo agli altri tutte le azioni possibili.

    Trovo invece che, nel nostro piccolo, molto invece sia possibile fare. Certamente mediando con le nostre possibilità e le nostre condizioni di vita. Ma la cosa più importante, secondo me, è non restare indifferenti.

    Questa premessa per arrivare a parlare di un tema chiave di questa settimana, dato che siamo in piena Fashion Revolution Week.

    Se non ne hai mai sentito parlare,  Fashion Revolution è un movimento nato dopo il crollo dell'edificio Rana Plaza, Bangladesh, il 24 aprile del 2013, in cui sono morte più di mille persone, in gran parte occupate in fabbriche di abiti a basso costo commissionati da brand occidentali.

    La sintesi di tutto è che i nostri abiti, comprati a basso prezzo - e anche altri che compriamo ad alto prezzo, ma diciamo che il grosso della produzione riguarda i primi - costano molto più cari di quanto li paghiamo. Costano in termini di inquinamento ambientale (tinture tessili non adeguatamente smaltite), in termini di dignità umana (lavoratori sottopagati e ridotti ad un vero e proprio schiavismo), in termini di danno ambientale dato, per esempio, da coltivazioni indiscriminate di cotone con conseguente uso di pesticidi.

    Costano ai negozi, che non riescono a stare dietro alle collezioni, che da 2 sono diventate 4 e poi 8 e adesso cambiano gli abiti nei negozi ogni settimana. Costano quindi sullo spreco, perché non tutto verrà venduto, naturalmente.

    Costano in termini di sostenibilità a 360°.

    Personalmente, ho iniziato ad interessarmi al tema molti anni fa, ben prima del crollo di Rana Plaza, quando muovevo i miei primi passi da consumatrice critica (parliamo del 1999... wow).

    Il concetto di "equo e solidale" si stava affacciando e con lui le Botteghe del Mondo: lì ci sono anche tessili, il che vuol dire che non solo nel cibo troviamo delle inequità, ma anche nei tessuti, nell'abbigliamento e nel tessile in generale.

    Qualche anno più tardi, ho poi letto questo libro e sono inorridita. Per 6 mesi non sono più riuscita a comprare nulla, tanto lo shock.

    Da poco invece ho guardato il documentario "The True Cost", che trovi su Netflix in italiano, non so se ci sia da altre parti. Anche in quel caso, groppo alla gola e senso di impotenza.

    Ma siamo davvero così impotenti?

    Secondo me: NO.

    Con le nostre decisioni d'acquisto possiamo decidere molto e contribuire in qualche modo ad orientare il mercato.

    Pensa alla cosmesi ecobio: 20 anni fa non si sapeva cosa fosse, adesso è diffusa anche nei supermercati.

    Anche l'abbigliamento "etico" comincia a fare capolino in molte catene: H&M fa la linea Conscious, OVS ha capi in cotone organico, così come Decathlon. In questo caso parlerei di Greenwashing, ma è comunque un fatto sintomatico di un mercato che sta richiedendo più trasparenza e più rispetto per la natura umana e del mondo.

    Un primo modo, dunque, per acquistare diversamente, è scegliere brand che siano sostenibili. Ce ne sono diversi e ti lascio fare le tue ricerche, mi vengono in mente: People Tree, Komodo, AltaRosa, EcoGeko, H-Earth, Quagga. Uno in particolare però è nel mio cuore, perché la sua creatrice, Manuela, è una mia carissima amica, e sto parlando di Rètro: made in Italy, con tessuti bio, tinture non tossiche e non impattanti. Indossare un suo capo è una carezza, la differenza si sente subito al tatto.

    Il problema però è che gli abiti "etici" hanno un prezzo che ovviamente non è paragonabile a quello di brand di fast-fashion come Zara, H&M, Mango, ma anche Benetton eccetera.
    La qualità ha un prezzo, come abbiamo ben capito, e se vogliamo pagare i lavoratori il giusto, se vogliamo tinture sostenibili, processi di produzione sostenibili, tessuti sostenibili, il prezzo che avremo alla fine non potrà mai nemmeno avvicinarsi a quello di una maglietta fast fashion che userò due volte per poi dimenticarla.

    Questo deve farci desistere? Se i prezzi dei brand sostenibili per te sono fuori portata, devi quindi rinunciare a qualsiasi scelta etica e ragionevole in merito?

    Ancora una volta: NO.

    Dato che anche io non posso acquistare sempre e solo capi etici, sia per questioni di prezzo, sia per questioni legate al mio gusto personale - non sempre trovo nella moda green capi che mi valorizzano, che mi piacciono e che incontrano il mio stile - ecco alcune cose che faccio e che puoi fare anche tu:

    - riflettere sulla necessità del capo/accessorio che sto per comprare. La fast fashion si chiama così, "moda veloce", proprio perchè va a sollecitare il nostro desiderio compulsivo di gratificazione immediata. Sono triste? mi compro una maglietta, tanto costa poco. Sono annoiata? Vado a fare shopping, tanto qualcosa che costa poco per tirarmi su la trovo. E così in men che non si dica accumuliamo tonnellate di vestiti, che spesso non ricordiamo nemmeno di avere! Per non parlare degli acquisti sbagliati: compriamo un capo perchè l'abbiamo visto indosso a qualcuno, perché ha una fantasia che va di moda (presente unicorni, ananas, fenicotteri? qualche anno fa gufi... e potremmo continuare), e poi non si abbina a niente del nostro guardaroba o, ancora peggio, non ci valorizza.
    Il discorso qui sarebbe lungo, perché si parla di andare a lavorare su quanto siamo influenzati da nostro contesto sociale e dalle nostre insicurezze. Brevemente suggerisco: calma, ti piace una cosa lì per lì? Aspetta qualche giorno. 90 su 100 te la sei dimenticata. Se non te la sei dimenticata, vai a provarla. Chiediti se si combina con quello che hai nell'armadio e se non hai già mille altri capi simili. Nota se il colore ti illumina o ti spegne, se le forme ti esaltano o ti mortificano.

    - comprare vintage. Il vintage ha i suoi costi, ma dipende: a volte si trovano vere occasioni.

    - comprare usato: abiti usati li trovi al mercato, in negozi specifici, online. C'è davvero l'imbarazzo della scelta e io adoooooro cercare e scovare quel capo che proprio è perfetto, pagarlo poco e ridargli nuova vita. Ho comprato camicette di seta, gonne di marche note che adoro per il loro design, canotte con strass, abitini... Occorre solo cercare e trovare i propri negozi/venditori preferiti.

    Etsy: non sto nemmeno a spiegarti cosa sia etsy, il bazar artigiano dove si trovano ottimi negozi di hand-made. Non solo abiti ma anche accessori. Vuoi mettere l'originalità di sfoggiare qualosa che non abbiano identico altre migliaia di persone?

    Fai da te: io non ne sono capace, ma invidio  molto chi sa usare la macchina da cucire. Se avessi tempo di imparare e costanza di dedicarmici, credo che sarei felice di rifarmi da sola mezo guardaroba!

    Swap con le amiche: se hai amiche della tua taglia, regala gli abiti che non indossi più e che sono ancora in buono stato, e magari dai vita ad uno scambio reciproco.

    Fai shopping nel tuo guardaroba: quante volte a me capita di dimenticarmi di un capo che avevo acquistato? troppe, infatti sto tentando di porvi rimedio, mettendo in pratica tutti i suggerimenti che ti sto dando. Ma a maggior ragione, se sei come me, prenditi un tempo per guardare nel tuo armadio, vedere se c'è qualcosa che non metti da tempo, trovare nuovi abbinamenti.

    Mi fermo qui, anche se davvero avrei ancora molto da dire, perché credo di aver toccato il record di lunghezza.

    Tu come ti regoli con l'abbigliamento? Cerchi di fare scelte sostenibili? Hai qualche dritta da lasciare a tutti? 

  • Thanksgiving day: il mio regalo di ringraziamento...

    saicosatispalmi chi siamo e come operiamo nel settore ecobio... grazie

    L'anno scorso, nella bacheca della fanpage Saicosatispalmi, ho pubblicato un post che credo ad oggi sia stato tra i più visti e commentati.

     Te lo ripropongo qui, perciò, nella sua interezza, perché sono ancora convinta di quanto ho scritto, anzi lo sono ancora di più!

     Ho pubblicato quello che stai per leggere in occasione della giornata del Black Friday, occasione importata dagli Stati Uniti, che si traduce in una giornata di sconti più o meno folli. Il Black Friday nella tradizione statunitense si colloca nel venerdì dopo il Ringraziamento.

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  • Ti presento Mirodìa, cosmesi con un cuore, dal cuore del Salento

    nuovo brand Mirodia su saicosatispalmi shop online

    Se ci segui sulla nostra fanpage, avrai letto che ho annunciato nuovi arrivi (anche senza svelare quali).

    Da poco abbiamo inserito La Lei cosmetica perfetta, pensata per le mamme durante la gravidanza e nelle fasi immediatamente successive.

     Ora invece è il turno di Mirodìa, laboratorio di cosmetica naturale.

    Mirodìa mi è piaciuta moltissimo perché è una piccolissima realtà portata avanti con coraggio da un ragazzo, Simone, innamorato della sua terra. Innamorato del mare, degli ulivi, del cibo e della cultura salentina.

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  • Capodanno Celtico, nuovi inizi nuovo logo!

    capodanno celtico nuovo inizio nuovo logo

    Oggi per me è una giornata molto speciale.

    Il 31 ottobre, infatti, cade l'antica festa celtica di Samhain. Era una festa che celebrava la fine dell'estate e l'inzio dell'inverno, la soglia, il passaggio tra una stagione e l'altra.

    Si festeggiava l'ultimo raccolto, fatto dei frutti più dolci, e ci si preparava a scendere nel buio, come i semi che sarebbero maturati nella terra, al riparo dal freddo.

    A livello simbolico, potremmo dire che dopo i fasti estivi, che di solito ci vedono svolgere tante attività all'aperto, uscire di più, andare a dormire più tardi, ci prepariamo ad affrontare una stagione che ci spinge a guardarci dentro, a concludere le cose in sospeso per poterci confrontare con noi stessi in modo più leggero.

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  • Hennetica La Saponaria: eco, equa, vegan, 100% vegetale. Scopri la promo

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    Cara cliente,

    tante mi hanno chiesto di acquistare da noi le "tinte" hennetica La Saponaria. Così ho fatto un po' di prove e ho deciso di inserirle.

    Se sei tra chi non le conosce ancora, si tratta di sette miscele - in confezioni che, diciamolo, sono carinissime 😍 - di hennè, piante tintorie, piante ayurvediche per capelli. Tutto proveniente da progetti di economia equa e solidale, che ci dà la garanzia di non sfruttamento dei lavoratori. Importantissimo.

    Ora però ti chiedo un po' di attenzione. Sì, perché vorrei spiegarti al meglio che posso e molto sinteticamente (per cui, come già sai, ti invito a scrivermi in caso qualcosa non fosse chiaro), alcuni dettagli che, secondo me, devi assolutamente sapere prima di acquistare.
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  • Nasce EcoBioControl

    ecobiocontrol - saicosaitispalmi barbara righini

    Se mi seguite dall'inizio, cioè più di dieci anni fa, sapete che la spinta a creare il primo negozio online dedicato interamente alla cosmesi ecobio è nata da una mia esigenza personale: trovare cosmesi priva di ingredienti dannosi per me e/o per l'ambiente e diffonderla il più possibile, una ricerca nata molto tempo prima, all'alba dell'anno 2000.

    Il faro, durante tutti questi anni, è stato il biodizionario di Fabrizio Zago, che da allora è diventato un punto di riferimento non solo per me e per chi come me desiderava cambiare in meglio le proprie abitudini cosmetiche, ma anche per numerosissime aziende cosmetiche, che hanno iniziato a produrre secondo i “giudizi” del biodizionario sulle materie prime.

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Cosmesi naturale ecobio, cruelty free: realista, trasparente, etica: la cosmesi che voglio!